Falimenderet Prizren!

Foto di Ilaria Biancacci – Sulla strada per Prizner

Lungo le strade del Kosovo la polvere mostra e nasconde le ferite che la guerra ha lasciato. Negozi di fortuna, cimiteri tra i campi, case incompiute, distrutte o abbandonate. Due bambine portano una mucca a pascolare sul ciglio della strada: è tutta la loro ricchezza. Le montagne accompagnano il viaggio, il loro profilo sinuoso si staglia contro un cielo carico di speranze. La foschia avvolge le valli e le ciminiere delle fabbriche abbandonate interrompono la fluidità del paesaggio.

Foto di Ilaria Biancacci

Un paese allo specchio, diviso tra vecchio e nuovo. Un cantiere a cielo aperto fatto di case di mattoni e negozi improvvisati. Si arranca sulla strada, tra trattori con le buste della spesa, carretti trainati dai cavalli e donne e uomini che possono contare solo sulle lore gambe.

Foto di Ilaria Biancacci

Prizren si stende all’ombra della fortezza di Kalaja, ultima roccaforte ottomana. La città sorge ai piedi dei Monti Šar, nel Kosovo sud-orientale, vicino ai confini con Albania e Macedonia.

Qui, intorno al tavolo custodito all’interno del museo etnologico, è nata l’idea della Grande Albania. La lega di Prizren, costituita nel 1878 nell’edificio storico che oggi ospita il museo, era un movimento di liberazione contro la dominazione degli ottomani. L’edificio fu incendiato e parzialmente distrutto durante la guerra del 1998-1999. All’interno di una teca è conservato il documento originale della costituzione della Lega di Prizren, scritto da Ymer Prizrenin. Il testo è scritto in caratteri arabi perché, fino al 1908 l’albanese non possedeva un alfabeto. La prima scuola venne costruito nel distretto di Korca, in Albania.

Foto di Ilaria Biancacci

Shprsa è la guida che ci accompagna alla scoperta del museo dedicato agli usi e costumi kosovari e della prima galleria di arte figurativa del Kosovo. Il suo nome significa Speranza.

Salendo verso la fortezza di Kalaja, troviamo la Chiesa del S. Salvatore, distrutta nel 2004. La strada si arrampica in salita e ci porta attraverso il quartiere serbo, ormai quasi completamente distrutto dalla furia della guerra. Prizner ha 175 mila abitanti, solo una piccola comunità è composta da serbi che vivono nelle poche case rimaste in piedi nel quartiere antico di Pot Kala, nella periferia della città e nei villaggi circostanti. La popolazione di Prizren è composta da albanesi, serbi, bosniaci, turchi, gorani e rom. In Kosovo il termine rom comprende gli egiziani emigrati nei Balcani e la minoranza degli ashkalli. I rom sono tutti musulmani. L’Islam è la religione che caratterizza questa città. Gli abitanti di Prizren vivono un Islam moderato, che li lascia con i piedi tra i monti dei Balcani e lo sguardo verso occidente. E’ mezzogiorno e nella valle rieccheggiano i canti dei müezzin.

Preghiera a Prizren (guarda e scarica il video)

Prizren è divisa da un fiume. Prizren è la città dei minareti. Prizren è la città delle caffetterie e delle passeggiate tra i vicoli stracolmi di contrasti. Prizren è la Firenze dei Balcani. Prizren è un cuore pulsante multietnico.

Foto di Ilaria Biancacci - Moschea di Prizner

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