Eventi

Centro culturale “Kolbe”

scuola di giornalismo “A. Chiodi” di Mestre

Laboratorio di giornalismo sociale – edizione 2013

“Invisibili” ad alta definizione

Per non essere reporter solo… a parole. Storie di giornalismo sociale per immagini.

“Andare a vedere” ciò che altrimenti resterebbe invisibile: è questo lo scopo del giornalismo sociale che per essere più efficace necessita dell’immagine. Parole e foto assieme per documentare, denunciare, testimoniare.

Per ottenere l’immagine di qualcosa si devono tenere gli occhi bene aperti; ma per immaginare qualcosa, gli occhi vanno tenuti chiusi e aperta la mente.

Per raccontare la realtà un reporter deve fare questo e quello. Occhi aperti servono per andare a scovare le zone grigie, off-limits, non perlustrate del nostro “villaggio trasparente”, che poi così trasparente non è. Capacità di immaginare è la qualità creativa e il surplus d’impegno che un redattore sociale mette nella sua professione.

Il laboratorio, organizzato dalla scuola “Kolbe-A. Chiodi” di Mestre, quest’anno porta in cattedra i maestri nell’uso delle immagini e delle parole documentarie. Sono fotoreporter, giornalisti, free-lance d’assalto, cineasti, cameraman.

Ognuno di loro ha una storia “scomoda” da raccontare. Una storia che intende dare volto e voce a chi non ne ha: gli invisibili della società, i difficili da avvicinare, i “lebbrosi” per il mondo dei media.

Dedicato espressamente a chi non vuole girarsi dall’altra parte.

IL CALENDARIO

il laboratorio si tiene alle 16, a villa Settembrini – via Carducci 30 – Mestre.

16 febbraio 2013: Francesco Cavalli, fondatore e direttore Premio giornalistico I. Alpi

L’uso del reportage sociale nella televisione italiana

2 marzo 2013: Davide De Michelis, giornalista regista e Alessandro Rocca, cameraman

La professione del reporter tv

16 marzo 2013: Stefano Schirato, fotoreporter

Dalla parte dell’ombra. Raccontare col reportage: da Chernobyl a Sarajevo

23 marzo 2013: Nino Leto, fotoreporter

L’occhio fotografico in guerra

6 aprile 2013: Daniele Vicari, regista cinematografico, autore di “Diaz”

Gli invisibili al cinema

13 aprile 2013: Riccardo Iacona, giornalista Rai

La marginalità sociale in Tv

27 aprile 2013: Diego Zanetti, fotoreporter free-lance

L’”Obiettivo” delle Ong

11 maggio 2013: Alessandro Tosatto, fotoreporter free-lance

Italia in… movimento. Immagini del Paese che cambia

25 maggio 2013: Emiliano Bos, giornalista Tv svizzera italiana

Una telecamera alla deriva nel Mediterraneo

Informazioni e iscrizioni: via Aleardi 156 – Mestre; telefono e fax 041/5314717; mail: cck.giornalismo@centrokolbemestre.it. – sito: www.centrokolbemestre.it/

Salutiamo insieme la Primavera

Il 25 Marzo alle ore 14:00, nella splendida cornice di Villa Pamphili, saluteremo insieme l’arrivo della Primavera. La Redazione di Uno sguardo al femminile insieme a Yoga Academy Italia regalerà una meravigliosa giornata ai suoi lettori.

Vi aspettiamo tutti (bambini, anziani, donne, uomini) per scoprire il sistema originale di Yoga. La lezione gratuita avrà luogo a Villa Pamphili il 25 marzo 2012, alle ore 14:00; appuntamento in Via Vittoria Nenni, ingresso da Via Leone XIII. Questa attività si svolgerà all’aperto e vi consigliamo di indossare un abbigliamento sportivo. Per la lezione di Yoga è necessario portare una stuoia e una copertina.

Ulteriori informazioni sul Sistema Originale di Yoga su www.yogaacademy.it oppure potete contattarci all’indirizzo redazione@unosguardoalfemminile.it.

Seguite tutte le nostre iniziative sulla pagina Facebook.

Il giornalismo sociale e l’importanza delle fonti

Nel 1989, dall’incontro tra Arturo Chiodi e padre Francesco Ruffato, francescano fondatore del Centro Antonianum di Milano e del Centro culturale Kolbe di Venezia-Mestre, nasceva l’idea di creare un corso di giornalismo per i giovani veneti. Fu così che prese vita la Scuola di Giornalismo A. Chiodi, caratterizzata dall’attenzione costante alle tematiche sociali. Un elemento che la contraddistingue da tutte le altre scuole italiane.

Negli anni ha definito la sua struttura didattica e organizzativa e acquisito una serie di partner istituzionali: la Provincia di Venezia, che interviene con borse di studio per gli studenti più meritevoli, e la Regione Veneto che ha messo a disposizione Villa Settembrini per le lezioni. In questi 23 anni di attività sono passati per le sue aule circa 600 allievi provenienti da ogni parte d’Italia.

Attualmente promuove tre laboratori: uno di scrittura giornalistica, uno di web journalism, e uno dedicato al giornalismo sociale. Quest’ultimo, che rappresenta il fiore all’occhiello della scuola, è diretto da Ennio Chiodi, figlio di Arturo Chiodi, fondatore della scuola, e attuale vice direttore di RaiTre. Il corso, arrivato alla sua quarta edizione, è coordinato da Alberto Laggia e da Luciano Scalettari, entrambi redattori del settimanale Famiglia Cristiana.

Quest’anno il corso sarà interamente dedicato alle fonti giornalistiche. “Abbiamo scelto questo tema – commenta Laggia – seguendo le idee proposte dagli allievi che hanno partecipato alle scorse edizioni del corso. Oggi è diventanto sempre più importante il ruolo delle fonti, e soprattutto la ricerca di  quelle vere, ufficiali e affidabili. L’accesso a esse talvolta è difficile, insidioso, se non impossibile. Altre volte la loro attendibilità è per lo meno dubbia. La gestione corretta delle fonti garantisce la veridicità delle informazioni divulgate. Soprattutto oggi, nell’epoca di internet e dell’esplosione di nuovi media, è fondamentale il controllo delle fonti, perché l’accesso all’informazione è diventato facile e alla portata di tutti. Ci vuole responsabilità e trasparenza”.

Il corso, patrocinato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto, è rivolto a chiunque (giornalisti, operatori del mondo del sociale, del volontariato, della cooperazione internazionale, insegnanti…) sia interessato ad approfondire le tematiche dell’informazione sociale. Comincerà il 18 Febbraio e si articolerà in un ciclo di otto appuntamenti con ospiti illustri e professionisti dell’informazione, tra i quali gli inviati Gian Antonio Stella e Paolo Rumiz, la conduttrice del TG1 Tiziana Ferrario, il dirigente Rai Ennio Chiodi, il giornalista-missionario padre Giulio Albanese, il regista Emanuele Crialese, il cronista-scrittore prestato al teatro, Edoardo Pittalis, in compagnia del musicista Gualtiero Bertelli, il divulgatore scientifico Massimo Polidoro e l’inviata di guerra free-lance Barbara Schiavulli.

Per iscriversi c’è tempo fino al 10 febbraio 2012. Il costo del corso è di 160 euro. Di seguito il programma del laboratorio e i contatti per prenotare o chiedere informazioni.

CALENDARIO E PROGRAMMA

Sabato 18 febbraio 2012 (ore 15.30)

Quando la fonte è politica.

Un possibile conflitto di lealtà col lettore

Tiziana Ferrario, conduttrice Tg1

Ennio Chiodi, vicedirettore Rai3

Sabato 3 marzo 2012 (15.30)

“Il Bene ostinato”. Se la fonte è buona.

Paolo Rumiz, inviato e scrittore

Sabato 17 marzo 2012 (ore 15.30)

Il romanzo della casa dei matti.

Un testimone della rivoluzione basagliana racconta

Massimo Polidoro, divulgatore scientifico, scrittore

Sabato 31 marzo 2012 (ore 15.30)

L’Africa di un missionario-giornalista

Padre Giulio Albanese, giornalista

Sabato 14 aprile 2012 (ore 15.30)

Una free-lance in guerra

Barbara Schiavulli, inviata

Sabato 28 aprile 2012 (ore 15.30)

“Terraferma”

Quando il cinema interpreta l’attualità

Emanuele Crialese, regista

Venerdì 11 maggio 2012 (ore 15.30)

La casta senza veli

Gian Antonio Stella, inviato e scrittore

Sabato 26 maggio 2012 (ore 15.30)

Il giornalista sul palcoscenico.

La storia d’Italia va in scena

Edoardo Pittalis, giornalista e scrittore

Gualtiero Bertelli, musicista

Contatti

Per iscrizioni: segreteria della scuola “A. Chiodi”, via Aleardi 156, 30172 Mestre-Venezia.

Tel. 041/5327294 – cell. 328/1787745 – fax 041/5327295 – mail: cck.giornalismo@centrokolbemestre.it

Orari segreteria: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19.30.

http://www.facebook.com/pages/Scuola-di-Giornalismo-A-Chiodi-CCK/203911156350646?sk=wall

Punto di fuga: la città vista attraverso gli occhi delle donne rifugiate

(di Ilaria Biancacci)

Una platea colorata, femminile e multi etnica, mi ha accolto nella splendida cornice del parco di Monte Claro, in occasione del convegno organizzato dal gruppo Italia 128 Cagliari di Amnesty International con il patrocinio della Provincia di Cagliari, dal titolo: Punto di fuga: la città vista attraverso gli occhi delle donne rifugiate.

Foto di Ilaria Biancacci - La sala polifunzionale della Provincia di Cagliari allestita per la mostra

Ero lì per raccontare la storia del progetto fotografico, ideato dai Liberi Nantes con il supporto artistico dei fotografi di Shoot 4 Change, che ha coinvolto un gruppo di donne rifugiate ospiti della Casa di Giorgia. Attraverso il loro punto di vista abbiamo individuato un punto di fuga, privato in qualche modo di tutte le sfumature negative e dolorose, e carico di nuove prospettive e sensazioni. Il loro sguardo ci ha trasportato tra le vie di una città che assumeva forme e colori differenti. Attraverso i loro occhi e i loro scatti ha preso forma la Roma dei migranti forzati. Abbiamo cambiato i nostri ritmi, abbiamo scoperto un nuovo tempo, abbiamo ri-scoperto la gioia delle piccole cose, abbiamo rallentato e abbandonato le nostre vite frenetiche. Gli occhi color ebano ci hanno mostrato una città, che a volte non è poi tanto diversa dalle loro.

Foto di Ilaria Biancacci - Due giovani donne nigeriane

Una serata ricca di interventi e spunti di riflessione, perché parlare di rifugiati non è mai facile né scontato. Perché quando alla parola migrante si associa la parola donna, si rischia di scoprire un mondo, dove con estrema facilità, si fa in fretta a dire “non ci interessa”. Queste ultime sono troppo spesso vittime dell’indifferenza e dell’ignoranza. Ecco perché lo sguardo di genere, sul fenomeno della migrazione forzata, è diverso: le donne prendono la forza dalle altre donne.

Hanno partecipato al dibattito l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Cagliari, Angela Quaquero, la referente del coordinamento donne Amnesty International Cagliari, Lorena Marceddu, Diego Serra, sociologo e operatore dello Sprar di Cagliari, Zahra Hassant, donna somala rifugiata, Annarita Oppo, referente Centro di Documentazione e Studi delle Donne.

Davanti a noi 20 giovani donne nigeriane, ospiti della casa di accoglienza dell’associazione Donne al Traguardo, hanno riempito la sala con i loro sorrisi e la forza dei loro sguardi.

Punto di fuga

La città vista attraverso gli occhi delle donne rifugiate

I loro occhi ci hanno mostrato un nuovo mondo.  La loro sensibilità ha dato luce ad una nuova città. Il loro sguardo si è posato tra la gente, sulle strade, sui palazzi, e ha riportato alla luce angoli nascosti di una routine che scorre rapida e superficialmente scivola via.

E’ un vagare differente, indefinito, appeso ai fili di una burocrazia sempre più lenta. E’ una città diversa quella che vede un migrante forzato. Un itinerario complesso, tra avvocati, questure, centri di accoglienza, ospedali, mense. Le strade e i vicoli delle nostre città diventano per loro una mappa dei bisogni e delle emergenze.

È la Roma dei migranti forzati, dei loro stupori, delle speranze e delle angosce, quella che ha preso forma con il progetto “Punto di fuga”.

Questo progetto ha coinvolto un gruppo di rifugiate e richiedenti asilo, ospiti a Roma della Casa di Giorgia, una struttura che fa capo al Centro di servizio dei Gesuiti per i rifugiati.

L’idea nasce da Liberi Nantes, un’associazione che promuove l’integrazione dei migranti forzati tramite attivita’ sportive e multiculturali, in collaborazione con il network internazionale di fotografi volontari Shoot for Change. La realizzazione del progetto e’ stata resa possibile grazie a una sponsorizzazione della Provincia di Roma.

Perché proprio le donne? In primo luogo perché le donne rifugiate sono spesso i soggetti più fragili. Subiscono traumi più grandi, sia nei paesi da cui fuggono che lungo il viaggio che le porta fino a noi. La partecipazione a questo progetto le ha aiutate a raccontare e a raccontarsi.

In secondo luogo, lo sguardo di genere aiuta a svelare un volto della città che altrimenti rischierebbe di sfuggire ai più. Sicurezza, salute, tutele, inclusione sono temi centrali delle politiche migratorie e dei modelli di accoglienza. E’ fondamentale che tali tematiche siano viste attraverso gli occhi dei migranti, specie se donne.

Infine molte di queste donne provengono da paesi e contesti sociali dove non sempre la voce femminile ha modo di esprimersi, e attraverso la fotografia sono riuscite a far sentire la loro voce.

Da un punto di vista, si individua un punto di fuga.

Da un punto di fuga, una prospettiva.

Da ogni prospettiva si vede il mondo con occhi diversi.

In una famosa scena del film “L’attimo fuggente” il protagonista sale sulla cattedra ed invita tutti gli studenti a fare altrettanto. La ragione è semplice: si può stare una vita in un posto, in questo caso un’aula scolastica, e non accorgersi che lo stesso luogo, visto da angolazioni differenti, assume connotati nuovi, anche sorprendenti. Alcune volte basta spostarsi di poco, cambiare punto di fuga, modificare la prospettiva, per accorgersi che quello che fino a ieri ci sembrava in un modo, ci può apparire in un altro. La città, il mondo che quotidianamente attraversiamo, non sfugge a questa regola.

L’inaugurazione della mostra “Punto di fuga” si è tenuta a Roma il 18 Giugno, presso il campo XXV Aprile, in occasione della giornata mondiale del Rifugiato.

La prossima tappa della mostra: dal 23 al 25 Giugno presso La Casa Internazionale Delle Donne.

Vi aspettiamo numerosi!


La redazione di Uno Sguardo Al Femminile invita tutti i suoi lettori a partecipare numerosi alla mostra fotografica Punto di fuga. Roma vista dalla prospettiva di chi chiede asilo”.

Un viaggio tra i volti e i colori . Roma vista attraverso lo sguardo di un gruppo di donne rifugiate e richiedenti asilo. Una nuova città da riscoprire insieme.

——————————————————————————————

LE DONNE E IL WEB NELLE PIAZZE DEL MONDO ARABO

Mercoledì 16 marzo, ore 15

Aula Magna del Rettorato, Università Roma Tre

via Ostiense, 159 Roma

La mimosa e il gelsomino. Le donne e il web nelle piazze del mondo arabo è il titolo dell’incontro organizzato dalla COPEAM-Conferenza Permanente dell’ Audiovisivo Mediterraneo – il cui segretariato generale è assicurato dalla RAI – e dal GIO-Gender interuniversity Observatory, con il patrocinio della Provincia di Roma ‘Commissione delle Elette’.

Le rivolte popolari che stanno scuotendo il mondo arabo, oltre a costituire una svolta epocale nelle forme di partecipazione civile e di contestazione politica ai regimi autoritari arabi, pongono in primo piano il ruolo sempre più preminente delle donne nelle rivendicazioni di cambiamento sociale e civile di quei paesi.

Le donne sono protagoniste della comunicazione e dell’informazione, come testimoni dirette degli eventi tramite l’uso dei nuovi media.

Cosa le ha spinte a scendere nelle piazze? Quali aspettative ripongono nelle sollevazioni popolari dei loro paesi? E quanto l’attuale ondata di proteste può davvero scardinare pregiudizi e stereotipi che ancora resistono?

Quale uso fanno le giovani donne dei nuovi strumenti di comunicazione – cellulari, chat, blog, social network – alternativi ai media governativi?

Ne parleranno:

Francesca Brezzi, Presidente GIO e Delegata del Rettore di Roma Tre per le Pari Opportunità

Loredana Cornero, Relazioni Internazionali RAI e Presidente Commissione Donne COPEA

Francesca Maria Corrao, Professore Ordinario di lingua e cultura araba all’Università Luiss

Feten Fradi, Comunità tunisina-COPEAM

Carolina Popolani, Documentarista

Iman Sabbah, Giornalista Rainews24

Yasemin Taskin, Giornalista del quotidiano turco Sabah

con la testimonianza esclusiva di Sondès Ben Khalifa, Giornalista Radio Tunisienne

Per informazioni:

www.uniroma3.it (sezione news)

Come una funambola

Il 14 gennaio alle ore 10:00 “Uno sguardo al femminile” sarà in diretta

telefonica su Radio Capital nel programma Ladies and Capital.


Dal 21 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011, sali sui nostri camper per uno screening, la visita effettuata da medici specializzati è Gratuita. I camper saranno presenti nella città di Roma e nelle Province del Lazio come di seguito indicato:

ROMA

– Centro Commerciale Roma Est dal 2 al 6 gennaio – Via Collatina

PROVINCE DEL LAZIO

– Viterbo dal 2 al 6 gennaio – Piazza del Plebiscito, 1

Orario

dalle 10.00 alle 19.00