“Stringiamo le schede come biglietti d’amore”

C.Giardina_A.Loliva_F.Marchettini_T.Avarista- SIGNORINETTE-741576Celebrato dalla tv nazionale con la serie Le ragazze del ’46, il primo voto delle donne italiane è stato anche protagonista di un simpatico spettacolo teatrale realizzato da Tiziana Avarista, Carmen Giardina, Annamaria Loliva, Federica Marchettini, che sono anche interpreti dei quattro personaggi in scena.

Signorinette – le donne si guardino dal lasciar tracce di rossetto sulle schede, questo il titolo dello spettacolo (andato in scena al Teatro di Tor di Nona a Roma nel 2016) che vede quattro donne raccontare le emozioni e le resistenze delle donne (e di chi le circondava) davanti alla possibilità di votare per la prima volta. Lo spettacolo si apre con l’annuncio della fine della guerra, cui guardano le protagoniste – dando le spalle al pubblico – vestite solo di sottovesti anni ’40, e qualcuna con una sigaretta tra le dita; inizia così un viaggio tra i comizi – con le donne che si affacciano alle finestre per poterli ascoltare -, i dubbi e le mode, ma anche tra i pregiudizi, talmente radicati da far porre nel vademecum al voto anche l’indicazione per sole donne: “le donne si guardino dal lasciar tracce di rossetto sulle schede”, appunto.

È un focus interessante quello sui pregiudizi, che viene stemperato dalla bella ironia dello spettacolo, ma che fu un reale scoglio per le donne chiamate per la prima volta a votare. Non solo i pregiudizi che le frenavano dall’esterno, ma anche quelli che esse stesse – forse inconsapevolmente – si imponevano, pur avendo superato molte delle barriere imposte prima della guerra. Secondo Anna Bravo, infatti, la vera spinta al voto e alla mobilitazione delle donne fu l’importante ruolo che svolsero durante la Resistenza, in cui supportarono i partigiani, li nascosero e aiutarono, in cui sorressero interi paesi e iniziarono a stringere legami tra donne e associazioni che sfociarono poi nell’UDI e nel CIF.

Ma per capire l’importanza e l’emozione del primo voto, basterebbero le parole di Anna Banti che, sul numero di Mercurio del novembre-dicembre 1946, ricorda: “…quel due giugno che, nella cabina di votazione, avevo il cuore in gola e avevo paura di sbagliarmi fra il segno della repubblica e quello della monarchia? Forse solo le donne possono capirmi e gli analfabeti…”. Emozioni e speranze disattese, viste le pochissime donne poi effettivamente elette o presenti nella Costituente, ma emozioni che furono comunque spinta alle conquiste successive sul lungo periodo. (Il titolo invece è una citazione da Parole di donna, trasmissione di Anna Garofalo). E anche da Signorinette, con il suo titolo da “romanzetto rosa”, e il suo approccio ironico, nasce e cresce una bella storia (aderente alla Storia reale) di passione politica e impegno civile, tutta al femminile, ma dal valore universale.

Pochi sono, comunque, gli spettacoli dedicati al tema del voto delle donne, non solo al primo o alle lotte per ottenere il diritto al voto (anche se con il successo di Suffraggette al cinema, ci si sarebbe aspettato almeno uno spettacolo con qualche volto teatral-cinematografico mainstream), ma anche ai momenti successivi, che riflettano anche la contemporaneità di donne che votano in massa, e che si trovano davanti a un patriarcato che tenta il tutto per tutto e a un capitalismo che tenta di fare del femminismo l’arma per arrivare a una nuova (davvero?) forza economica: le donne.

di Greta Pieropan

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