Donne alle urne, una lotta infinita

donna-velo-egittoMarzo e’ il mese dedicato alla storia delle donne e alle donne che hanno fatto la storia. Abbiamo deciso di dedicarlo a tutte quelle donne che per prime si sono affacciate sul mondo estremamente maschilista della politica.

Le donne e il diritto di voto: un fatto che sembra scontato ma che fino alla metà del secolo scorso non lo era affatto. Le donne hanno dovuto lottare duramemente per potersi veder riconosciuto il diritto di votare e in alcuni Paesi la lotta continua ancora oggi.

Il diritto di voto alle donne fu introdotto nella legislazione internazionale nel 1948 quando le Nazioni Unite adottarono la Dichiarazione universale dei diritti umani. Come stabilito dall’articolo 21: “Chiunque ha il diritto di prendere parte al governo del proprio paese, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti. La volontà del popolo dovrà costituire la base dell’autorità di governo; questa sarà espressa mediante elezioni periodiche e genuine che si svolgeranno a suffragio universale e paritario e che saranno tenute mediante voto segreto o mediante procedure libere di voto equivalenti.”

Ma quali furono i primi Paesi ad introdurre il suffragio universale? Il primo passo per il voto alle donne venne fatto in Nuova Zelanda nel 1893, poi nel 1907 fu il turno della Finlandia, nel 1917 della Russia e 3 anni dopo, nel 1920, degli Stati Uniti. Per il Regno Unito bisognerà aspettare il 1928. Nel 1932 il suffragio femminile arriva in Brasile, nel 1934 in Turchia, nel 1944 in Francia e nel 1946 in Italia. In Cina e India nel 1949; nel 1953 è il Messico a portare le donne alle urne.

Quali sono invece i Paesi dove il suffraggio universale è stato approvato in tempi più recenti? Le donne svizzere si vedono riconosciuto il diritto al voto soltanto nel 1971, nel 1973 è il turno della Giordania; per la Nigeria bisognerà aspettare il 1976.  Per Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Iraq il suffragio femminile arriva nei primi anni 2000. Mentre le donne dell’Arabia Saudita sono le ultime a vedersi riconosciuto questo diritto: Dicembre 2015.

Sono stati fatti passi avanti notevoli negli ultimi 50 anni, ma la parità di genere in campo politico è ancora molto lontana.

Sul dizionario della lingua italiana, alla voce politica, si legge sostantivo femminile. Eppure sono gli uomini a farla da padrone e a decidere come, in che misura e dove, le donne possono intervenire in campo politico.

Le donne, di talento, ci sono, sono la’ fuori e stanno lottando per farsi accettare da questa società, che invece, le vuole relegare ad un ruolo marginale.

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