Le Sorelle di Zeynab

I tanti volti del femminismo egiziano

sorelle di zeynabSorelle di Zeynab” è un film del quale non si finirebbe mai di discutere. Diretto da Carolina Popolani, regista italo-siriana, questo film è in realtà un documentario sulla vita di quelle donne che, ispirandosi a Zeynab al-Ghazali, si impegnano nella militanza politica, nell’attivismo nella preghiera e che lavorano nelle associazioni caritatevoli.

Il film è ambientato in Egitto e segue la storia di una giovane ragazza italo-egiziana, Sama’, che decide di spostarsi in Egitto, per capire qual è la realtà delle donne impegnate nelle associazioni islamiche. Il film è basato su interviste reali a donne egiziane, attiviste nei movimenti femminili dei Fratelli Musulmani, gruppo politico egiziano attualmente al bando. Come si vede nel film, le donne di questo movimento, pur nel rispetto delle regole islamiche, hanno un ruolo attivo e, nel corso del tempo, hanno ricoperto quel ruolo di welfare che il governo  spesso non è riuscito a ricoprire.

E’ interessante vedere il film proprio nel 2016, in un clima diverso ma allo stesso tempo figlio di quello descritto nel film, girato nel 2011, anno della cosiddetta Primavera Egiziana e di un processo di mutazione ancora in corso. Le attese, le speranze e il progetto politico possono essere ora visti con un occhio maggiormente critico, frutto di quello che poi è effettivamente successo. L’Egitto del 2011 è effettivamente diverso da quello di adesso, ma nulla può insegnarci di più di guardare indietro con quel che si è raggiunto ora.

zeinab algazaliMa chi è la Zeynab menzionata nel titolo del film? E’ Zeynab al Ghazali, un’attivista e femminista politica egiziana nata nel 1917 e morta nel 2005. Nel 1935 Zeynab si era unita al movimento delle femministe egiziane di Hoda al-Sharawi, per poi staccarsene formando l’Associazione delle donne egiziane. A differenza di Hoda, che vedeva come prerequisito dell’emancipazione femminile uno stato laico, Zeynab era convinta che un modello di stato islamico potesse garantire il percorso del ruolo della donna. Per le sue posizione, sotto il governo di Nasser fu imprigionata e torturata per ben 25 anni. Uscita di prigione continuò la sua lotta e scrisse il libro “Ayyam min Ahyati”.

Come mai parliamo di Zeynab e del film “Le sorelle di Zeynab” in questo numero della rivista?

Perché, al di là della visione politica più o meno condivisibile, il film ci propone un’altra visione di quello che comunemente ci viene presentato come “Islam”.  Il film, ci mostra una realtà in costante cambiamento che esce da ogni definizione pre-confezionata. Non si tratta dell’Islam del terrorismo, ma di un Islam politico e sociale che, a suo modo e con diverse sfaccettature, porta le donne ad essere attrici di un mutamento ancora in atto.

Per chi avesse curiosità di vedere il film, qui c’è il trailer.

 

di Maria Laura Romani

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