Italia-Irlanda e ritorno. La storia di Antonella

Io sono un viaggiatore e un navigatore, e ogni giorno scopro una regione nuova nella mia anima: in questa frase del profeta Kahlil Gibran,  Antonella si indentifica.

Antonella 1Antonella Torti, classe 1980, bresciana di nascita e irlandese nel cuore ha un sorriso dolce e contagioso e  una voce soave. È una di quelle poche persone capaci subito di entrare in sintonia con l’altro e di accoglierti come se tu fossi per lei un amico di lunga data.

La caratterizzano una spiccata sensibilità e attenzione per il prossimo, doti innate ma maturate dall’esser diventata mamma di Stella, una meravigliosa creatura di due anni, frutto dell’amore con David, irlandese di nascita.

Quando decidi di trasferirti a Dublino e perché?

Il perché è un po’ complesso. Potrei dire semplicemente che amavo l’Irlanda: vi ero già stata anni prima, innamorandomene  perdutamente. La sua gente, i suoi luoghi, la storia, la lingua, la musica, tutto per me era magico e mi faceva sentire a casa. In realtà oltre a questa passione, la grande spinta che mi ha permesso di trovare quel coraggio (o incoscienza) necessari per partire da sola e senza alcuna certezza, è stata una grande delusione amorosa, condita dalla voglia di girare pagina, di cambiare vita, e anche trovare un nuovo lavoro nel mio campo, il turismo. E cosi, esattamente 11 anni fa, proprio a Maggio, sono partita con una valigiona, 200 euro in tasca e un biglietto aereo aperto… Senza un lavoro, senza amici, senza casa: ho trovato tutte e tre nel giro di una settimana… Erano altri tempi, certo, però avevo mandato tanti CV nelle settimane prima, e per chi come me lavora nel turismo e parla le lingue, non è cosi difficile, in una terra dove si parla solo Inglese, pur essendoci una gran mole di turisti. E poi un enorme aiuto è stato Altrairlanda, un forum su internet, dove avevo già trovato tantissime info utili su affitti, tasse, lavoro ecc. e anche amici virtuali ovvero altri italiani in fuga come me, che una volta incontrati all’arrivo a Dublino, sarebbero diventati un grande punto di riferimento e appoggio (e che tuttora sono rimasti grandi amici). Scherzando, dicevo a tutti che ero venuta per trovare un Irlandese…. (non sapendo che l’Irlandese avrebbe trovato me, dopo pochissimo tempo…)

Le tue prime impressioni del posto e il tuo stato emotivo, li ricordi?

I primi giorni non potrò mai dimenticarli, certo. Quel misto di sensazioni ed emozioni altalenanti, di solitudine e libertà, di paura e di energia, di gioia pura e disperazione… un cocktail esplosivo che ti fa svegliare la mattina non sapendo assolutamente cosa succederà…. Pura adrenalina! La città che ormai conoscevo benissimo, era il mio piccolo nido, dove vivere in pace e in assoluta libertà questo nuovo capitolo, e dove imparare ogni giorno cose nuove, contando solo su me stessa e migliorando giorno dopo giorno, sul lavoro, nella lingua, nei rapporti interpersonali e nelle capacità. Il mio stato emotivo è stato fin da subito una grande serenità, mai provata prima: la convinzione di aver fatto la scelta giusta e la gioia di una continua nuova scoperta, seguendo la mia strada, nonostante i piccoli problemi e le difficoltà che inevitabilmente comportava vivere all’estero da sola a 23 anni.

La ricerca del lavoro e dell’alloggio è stata difficile?

Per il lavoro, mi sono affidata a diversi siti online di ricerca del lavoro, e ho cercato di fissare colloqui prima della mia partenza, in modo da avere già delle possibilità concrete. Dopo 4 giorni ho ricevuto 2 offerte di lavoro e dopo aver scelto un piccolo Hotel in centro, ho iniziato a lavorare, continuando il mio soggiorno in ostello in camerata con altre decine di ragazze, cosa non ideale per privacy e riposo. Ma con calma ho continuato le ricerche e le visite a diversi appartamenti, trovando la mia soluzione perfetta in una casa vicino al mare e alla stazione del trenino, in condivisione con 2 irlandesi di cui uno (il proprietario) diventò poi anche un grande amico e punto di riferimento, per la gioia dei miei genitori, giustamente un po’ in apprensione per la mia sorte.

Il nuovo stile di vita e i rapporti interpersonali, ti sei ambientata presto?

Per vivere all’estero è necessario oltre al coraggio iniziale, un grande spirito di adattamento,  è una prerogativa davvero essenziale. Trovandomi in un Paese che amavo, non è stato affatto difficile, perché per me tutto era nuovo ma familiare al tempo stesso, e il mio stile di vita, la mia routine, son diventati molto velocemente parte di me, una Nuova Me che mi piaceva molto. Ero rinata, nella mia indipendenza, nella mia nuova vita sociale, nelle soddisfazioni del lavoro e dello stipendio che mi permetteva di uscire, comprarmi tante cose, visitare il Paese nei giorni liberi, e godermi la mia giovinezza, senza vincoli. I rapporti interpersonali erano fantastici, al lavoro tutti sorridevano, c’era collaborazione, meritocrazia, si imparava tanto ma ci si divertiva anche. Mi sembrava davvero un sogno. E nel tempo libero, potevo uscire anche tutte le sere, c’erano sempre amici nuovi, feste, iniziative culturali. La gente del luogo era sempre molto disponibile e amichevole, dall’autista sull’autobus, al cameriere, al barista del Pub. Tra i miei coinquilini, i colleghi, e i nuovi amici (italiani e non) mi sentivo veramente appagata e in famiglia, nonostante la nostalgia di casa ci fosse ovviamente. Non nego che il fatto di parlare già inglese a un buon livello, mi abbia sicuramente aiutato ad ambientarmi e farmi conoscere meglio. Non so onestamente come faccia, chi decide di partire per un Paese senza conoscerne la lingua: lo trovo un grande rischio e non lo consiglierei, personalmente, in quanto saper comunicare è secondo me un requisito irrinunciabile sia per il lavoro, sia per la sfera personale.

Cosa speravi di trovare in Irlanda e cosa hai trovato?

Per me partire non era fuggire, speravo di trovare non solo lavoro ma anche una nuova realtà. Speravo di trovare me stessa, ma ho trovato molto di più: non avrei mai immaginato che questo viaggio avrebbe cambiato la mia vita! Ho scoperto la mia dimensione, ho trovato l’Amore vero, e ho approfondito la mia professionalità lavorativa.  Pensavo di rimanere solo un’ estate, avevo il biglietto di ritorno dopo 5 mesi, ma non l’ho mai usato in realtà, perché ho trovato oltre a me stessa anche la mia anima gemella irlandese….E cosi ho vissuto sull’Isola per 6 anni, seguendo la mia strada nel mondo del turismo. Non avrei mai immaginato, un anno dopo il mio arrivo, di diventare guida turistica, studiando sodo e qualificandomi con patentino ufficiale nel 2005, con grande gioia. Ho trovato quindi anche un nuovo lavoro, complesso e meraviglioso che mi accompagna da 10 anni, e per cui è necessaria una grandissima dose di passione&pazienza. La passione per l’isola verde, che non mi ha mai lasciata, e che cerco di comunicare ai miei turisti, e la pazienza che invece a volte mi lascia eccome, dovendo gestire gruppi di 50 Italiani in vacanza!!

Oggi, rientrata in Italia, sei insegnante yoga prenatale a BresciaUn lavoro che come la guida turistica ti consente di stare a contatto con le persone e di dare un po’ del tuo essere all’altro. Come concili i tuoi lavori (italiano e irlandese)? Cosa ti dà l’uno e l’altro o cosa eventualmente ti tolgono?

Diciamo che ho due personalità, e quasi nessuno conosce entrambe, perché è come se fossi Italiana metà anno e Irlandese l’altra metà.

Il mio lavoro di guida è stagionale, quindi torno sull’isola solo d’estate, quando arrivano i turisti. La stagione è lunga e faticosa, ma la paga è buona e mi permette di riposare poi d’inverno, o nel mio caso di dedicarmi al mio altro “lavoro” che poi è più una passione…. Da quando sono diventata mamma 2 anni fa, infatti, ho una missione: coinvolgere le donne in dolce attesa nello Yoga in gravidanza, far scoprire loro i benefici e l’importanza della pratica in piccoli gruppi di future mamme, sicuramente molto più gestibili e rilassate dei miei turisti estivi!

Amo entrambi i lavori, e penso siano anche complementari: uno mi da adrenalina, controllo  e organizzazione totale (con notevole stress ma anche soddisfazioni professionali), l’altro mi regala invece rilassamento, improvvisazione e coinvolgimento emotivo (con bellissimi momenti di spiritualità e crescita personale). Il tutto unito alla professione più fantastica e difficile al mondo di essere Mamma. Un gran bel mix direi, ma per stomaci forti e spalle larghe.

Per fortuna porto con me ’na capa tosta (prodotto Italiano DOP) e il “take it easy” (Made in Ireland)!

 

di Valentina Spinella

1 commento

  1. Morena Morena
    3 giugno 2015    

    Grande Antonella donna coraggiosa dalle 1000 risorse.
    Complimenti!

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