Dalla Cina le imprenditrici del piacere

Il 15 maggio scorso la nota modella di nudo Zhang Xiaoyu ha annunciato ai suoi 450mila follower di Weibo, il Twitter cinese, la nascita di un sex toy modellato sulle sue forme. Un dispositivo in scala ridotta di schiena, glutei e cosce della star dell’erotica cinese, con tanto di vagina vibrante, che viene recapitato all’acquirente assieme a lubrificante e foto di Zhang, come mamma l’ha fatta, per favorire l’ispirazione.

L’apparecchio “è l’unico al mondo in grado di offrire un’esperienza sensoriale di un orgasmo in 4D che supera la realtà” si legge sul sito ufficiale della modella. Come? Il giocattolo riesce a riprodurre le contrazioni dei muscoli vaginali e viene fornito con una colonna sonora di gemiti e grida di piacere realizzati da Zhang in persona. Così tutti i fan potranno provare la sensazione di fare sesso con la bella ventottenne; o meglio, tutti quelli disposti a sborsare una cifra che va dai 783 yuan (prezzo originale di vendita al dettaglio, pari a 94 euro) ai 580 yuan di molti distributori autorizzati. Sponsorizzatissimo da circa 200 clienti che l’hanno valutato con 5 stelle su cinque sul rivenditore di oggettistica per adulti Xmeise.com, è assolutamente conforme agli standard di produzione dell’Unione Europea, come specificato sul sito di Zhang, che presenta un’intera pagina dedicata alla lista dei nomi dei rivenditori autorizzati.

Non è la prima volta che un personaggio noto pubblicizza sex toys oltre la Muraglia, dove da anni strumenti del piacere sono associati a sex star giapponesi, ma questa è la prima volta che a farlo è una celebrità nazionale, come si è affrettata a sottolineare Zhang Xiaoyu. E che celebrità! A lei l’onore di essere comunemente ritenuta “la modella di nudo più famoso della Cina”, un paese, quest’ultimo, in cui la pornografia viene ancora considerata illegale.

Nata nel 1985 nell’Heilongjiang, Zhang si laurea in scienze biologiche alla Beihua University nel 2007. Lo stesso anno decide di imboccare un’altra strada, posando nuda per il sito METCN.com. Entro la fine dell’anno successivo Zhang era già diventata la donna sexy più cliccata sul motore di ricerca cinese Baidu ricevendo, per tutto il 2008, una media di 650mila ricerche al giorno. All’inizio del 2009 il governo cinese iniziava la sua battaglia contro la pornografia, sfociata in un giro di vite contro le piattaforme a luci rosse. Lo stesso anno il gioco online Dahua Xuanyuan divenne popolarissimo dopo che Zhang Xiaoyu fu scelta come sua portavoce; una manovra di marketing bersagliata dalle critiche di Pechino, che nel 2010 continuava la sua opera di pulizia del web vietando alle aziende produttrici di giochi online l’utilizzo di “pubblicità volgari”.

Oggi -come ostenta il suo sito- Zhang Xiaoyu conferma di essere “l’oggetto delle fantasie degli zhainan (ovvero di quegli uomini che trascorrono tutto il giorno a casa davanti a internet senza prospettive né una donna) e incarna la concezione popolare di dea femminile”. 

Eppure Zhang non è una mosca bianca nel settore dei giocattoli del sesso cinese, esploso negli ultimi anni dopo il taglio del nastro del primo sexy shop di Pechino, nel 1993. Oggi, in tutto il paese, se ne contano circa 200mila e in alcune città superano numericamente persino i punti vendita di Starbucks. La Cina, non smentisce il suo appellativo di “fabbrica del mondo” attestandosi leader anche nella produzione degli articoli per adulti: con 1000 stabilimenti operanti nella Repubblica popolare -sopratutto nelle province del Guangdong e del Zhejiang-, l’80% della produzione mondiale di sex toy è made in China, stando ad alcune fonti raccolte dal sito Danwei. Un’industria che vale quasi 15 miliardi di dollari, e che ogni anno cresce del 30%; 940 milioni i dollari macinati soltanto tra tra gennaio e maggio 2010. In testa alla classifica delle vendite svettano i prodotti che aumentano l’eccitamento sessuale, quali i condom stimolanti, che costituiscono il 21,5% del mercato.

Sebbene la maggior parte della produzione sia destinata all’export (20% verso il Sudafrica; a seguire Corea del Sud e Russia, soltanto il 2% verso gli Stati Uniti, secondo i numeri riportati dall’ufficialissimo Quotidiano del popolo), le vendite domestiche sono in netto aumento. Complice il boom dell’e-commerce cinese, ormai vicino a superare il concorrente a stelle e strisce. Secondo le statistiche di Taobao, principale sito cinese di shopping online, nel giungo 2011 le vendite di giocattoli del sesso hanno toccato i 2,1 miliardi di dollari; attualmente sarebbero oltre 2500 le aziende del settore ospitate sull’eBay in salsa di soia, il 50% delle quali composte da uno staff di massimo 10 persone.

La domanda è enorme perché molte persone preferiscono la riservatezza di un acquisto online” spiega Li Chengzi, una giovane imprenditrice che ha abbandonato la carriera giornalistica dopo aver fiutato le potenzialità remunerative del mercato dei sex toys. Ha aperto il suo primo negozio lo scorso ottobre e già riceve centinaia di ordinazioni al mese.

In Cina, fatta eccezione per i preservativi, la pubblicità di prodotti sessuali è severamente proibita sia alla TV, che alla radio e sulla carta stampata. Tali restrizioni non valgono però per i siti web, ragione per la quale internet sembra ormai essere diventato il canale privilegiato per le compere più osé: ricerche di marketing rivelano che il 48,1% delle persone preferisce la rete. E se i principali acquirenti sono i maschi compresi tra i 25 e i 30 anni, i cosiddetti uomini “avanzati”, ovvero quelli in surplus rispetto alle donne per via dello squilibrio di genere dovuto al controllo delle nascite, molte sono le donne che, come Li Chengzi, decidono di darsi al business dei sex toy.

Chris Wu, 33 anni, è un’imprenditrice omosessuale di Pechino, laureata presso l’Università di Leeds, che una volta rimpatriata ha deciso di aprire TOIs Intimacy Boutique, uno store online di giocattoli sessuali. Riscontrata la pessima qualità dei prodotti cinesi (“la Cina esporta il meglio e tiene il resto“, dice) Wu si è ispirata alla varietà sofisticata dei sex toy britannici perché “il piacere e la realizzazione sessuale sono di primaria importanza per una vita ben vissuta“, racconta al South China Morning Post, “Sentivo però che avevo bisogno di più esperienza, così per cinque anni ho lavorato in una società di PR e poi tre anni fa ho cominciato la mia attività.” Inizialmente il suo business era rivolto alla comunità LGBT cinese, in particolare alle lesbiche in quanto più sessualmente disinvolta rispetto alle etero. “Ma adesso i miei principali acquirenti sono donne eterosessuali e coppie” spiega al magazine Caixin. Oltre al suo negozio online, Wu gestisce laboratori interattivi del sesso che hanno lo scopo di guidare i suoi clienti verso il raggiungimento di un orgasmo soddisfacente e un aumento dell’intimità nella coppia.

Anche Ma Jiajia, 23 anni, ex studentessa della Communication University of China, ha scelto di fare affari col sesso. Dapprima ha condiviso la sua esperienza in materia su un blog, poi non soddisfatta ha deciso di creare con il suo ragazzo un impero dell’e-commerce e una catena di sexy shop dall’atmosfera creativa e giocosa. Molto attiva su WeChat, Douban e Weibo, sul quale vanta 40mila follower, Ma Jiajia -secondo i media locali- riceve 4000 messaggi al giorno con richieste di consulenze e consigli erotici.

Li Chengzi, Chris Wu e Ma Jiajia, si aggiungono alla lunga sfilza di giovani business women cinesi sbarcate in rete negli ultimi anni. Tra le più note Liu Wei, fondatrice di Juren.com, un sito per l’apprendimento online, Peggy Yuyu, cofondatrice e copresidente di Dangdang, la libreria digitale più grande del paese, e Haiyan Gong, madre di Jiayuan.com, versione cinese del sito di incontri Match.com.

 

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